Nevole

Sono sincera questo post l’ho pensato tempo fa, ma la sua realizzazione è avvenuta oggi nel pomeriggio. Non sarei io se non mi riducessi sempre all’ultimo momento. Questi dolcetti fanno parte della tradizione della mia regione o meglio di una città della mia regione. Si fanno  solo ed esclusivamente ad Ortona, cittadina della costa dei trabocchi, davvero deliziosa e piena di storia. Per gli ortonesi questi dolci non possono mancare sulle tavole delle feste. Le Neole o Nevole sul nome non è chiaro quale sia la dicitura giusta, pare sia Névole, comunque, quale sia il nome originale di questi dolcetti non vanno confusi con le ferratelle. Internet è una grande fonte di informazioni spesso giuste, ma anche troppo spesso a mio avviso, fonte di castronerie uniche. Una di queste è la comunanza che si fa spesso tra ferratelle e nevole, che NON sono assolutamente la stessa cosa.

 

Sono si cotte entrambe sul classico ferro, ma per le Nevole ne viene prodotto uno apposta in un paese dell’entroterra abruzzese. Guardiagrele. È diverso da quello per le ferratelle, perché più piatto. Sono diverse anche per impasto, infatti queste vengono fatte con altro prodotto tipico dell’Abruzzo il mosto cotto.

Vi avviso chiunque voglia fare questa ricetta, ha tutta la mia ammirazione e stima. Non per la difficoltà nell’impasto e nella cottura, ma per i passaggi successivi che se non si hanno le mani di amianto si hanno delle serie difficoltà e si può facilmente incorrere in ustioni.

Ingredienti:
125 g di mosto cotto
83 g di olio d’oliva
100 g di acqua
20 g di zucchero
330 g di farina (200 g farina 00, 100 g di farina di grano duro)
1 arancia
1 anice stellato
1 stecca di cannella
Farcia
mele annurche
zucchero
cannella
succo di limone

 

Mettere in un pentolino il mosto cotto, l’acqua, l’olio, lo zucchero, una stecchetta di cannella, un anice stellato piccolino e spremere dentro il succo dell’arancia e mettere anche le arance spremute. Far bollire per circa 5/6 minuti e versare il succo filtrato ottenuto direttamente sulla farina. Se avete una planetaria vi consiglio vivamente di usarla, con la frusta k. Altrimenti fate una fontana è versate il liquido all’interno e pian piano impastate. Ma fate attenzione alle ustioni di cui parlavo sopra. 😉
A questo punto tirate fuori l’impasto dalla planetaria e fate riposare una decina di minuti, formate delle palline grandi come una da ping pong
Per facilità inserisco il video della signora Giuseppina che spiega benissimo come cuocere e formare le nevole

Ora per essere sinceri questo dolce nasce per essere mangiato così semplicemente senza nessun tipo di farcitura,rigorosamente il giorno dopo, perché i sapori del mosto cotto e spezie si amalgamano tra loro e diventano sublimi. Ogni ortonese che si rispetti vi garderà con enorme sospetto se osate offrirgli una nevola farcita, ma nel corso degli anni qualcuno ha cominciato a farcirle con crema pasticcera. Senza voler dissacrare la tradizione per l’occasione del contest delle bloggalline “Tuttomele” in collaborazione con Uir, UNIONE ITALIANA RISTORATORI E SAPORIE le ho volute farcire con delle mele annurche, caramellate alla cannella. Mia personalissima variante.

Farcia:
In un pentolino mettere le mele annurche, 4 tagliate a dadolini, cospargere abbondantemente di zucchero e una spolverata di cannella e il succo di mezzo limone. Non riesco a darvi le quantità perchè sono andata ad occhio.
Con un cucchiaio farcire le nevole. Vi prego non mi picchiate perchè non ho messo le quantità pesate, ma davvero non l’ho fatto.

 

Devo dire che l’abbinamento mi piace assai. La NON dolcezza delle nevole, viene compensata dalla dolcezza delle mele caramellate.  Un abbinamento davvero azzeccato dal mio punto di vista.
Con questa ricetta partecipo al contes delle Bloggalline 

Classic Lemon Cheesecake

Rieccomi! A dirvi il vero per molto tempo ho meditato la chiusura di questo blog.Il tempo mi è sempre tiranno. Questo ultimo anno è stato davvero pesante, la casa, il trasloco, per non parlare dell’intervento di mio figlio. Un anno difficile e a dirvi il vero questo nuovo non è che sia cominciato meravigliosamente bene, ma alla fine si deve sempre trovare una buona scusa per andare oltre. Dalla cucina lo stimolo migliore. Cucinare è la mia “cura”. Una ispirazione è venuta dal RE-CAKE una bella sfida. Come al solito, però mi sono ritrovata a fare torta e foto all’ultimo minuto e il risultato non è dei migliori per quanto riguarda le foto, la torta, invece è strabuonissima 😉
La ricetta è pari pari quella data per la partecipazione al contest.
Ricetta:
Per la base:
150 g di farina00
55 g di zucchero 
100 g di burro
Per la farcitura:
330 g di philadelphia
500 g di ricotta
4 uova
295 g di zucchero superino
60 ml di succo di limone
2 cucchiai di scorza grattugiata di limone
semi di mezza bacca di vaniglia
1,5 cucchiai di maizena
1,5 cucchiai di acqua
Procedimento:
Preparare la base. In una ciotola impastare con la punta delle dita il burro, lo zucchero, e la farina, fino a quando l’impasto diventa come sabbia. Io ho fatto nell’impastatore ken con il gancio foglia. 
Una volta fatta la base, con l’aiuto di un cucchiaio o con le mani fare uno strato sul fondo di una teglia a cerniera leggermente imburrata, di base, deve essere omogenea. A questo punto infornare la base per 30 min a 150° ( nel mio forno sono bastati 20 min, regolatevi sempre ogni forno è diverso dall’altro).
Preparare la farcia. Mischiare insieme tutti gli ingredienti, tranne la maizena e l’acqua e con l’aiuto di una frusta rendere il composto omogeneo, solo alla fine aggiungete la maizena sciolta in acqua. Questo passaggio lo potete tranquillamente fare con l’impastatore con gancio foglia.
Versare la farcia nella base cotta e infornare sempre a 150° per 1 ora e mezza. La superficie del dolce deve essere dorata. Fare la prova stecchino, dovrà risultare umido e non bagnato.
Una volta freddato leggermete il dolce toglietelo dallo stampo e quando sarà del tutto raffreddato mettere in frigo per un paio di ore prima di servire. 
Decorate a piacere con panna zuccherata montata.

I fagottini di Franca

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Questo post è il primo dell’anno ed è fatto in collaborazione con l’amica Donatella. Con lei condividiamo ogni giorno le vicissitudini del nostro gruppo fb IN CUCINA CON ME. Insieme ad altre amiche discorriamo di cucina e vita, insomma è come andare a prendere il caffè a casa d ognuno di loro. Qui nasce l’idea di condividere anche una ricetta cha appena l’abbiamo vista realizzata abbiamo avuto l’idea comune di realizzarla. E’ una ricetta di quelle della nostra tradizione italiana o meglio della tradizione casalinga che ognuno di noi si è vista tramandata dalle nostre mamme e nonne. Questa in particolare è di Franca una persona a dir poco meravigliosa che sa darsi con tutta se stessa e senza riserve. Parla, da idee, condivide e non si risparmia proprio su niente se può dare una mano lo fa ben volentieri. 
Quest’anno noi amiche abbiamo condiviso tante cose, risate e dispiaceri, uno dei quali mi ha coinvolto di prima persona, ma loro senza riserve mi hanno sostenuto, senza chiedere nulla in cambio e senza mai lasciarmi sola. insomma quest’anno ho scoperto che dietro lo schermo del pc ci sono persone vere e con veri sentimenti.
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Grazie Franca! Questa ricetta la ripropongo ben volentieri, non solo perché è una ricetta molto bella e che tramanda le nostre tradizioni, ma soprattutto perché è una tua ricetta. 
Ripieno (lo potete preparare in anticipo, i sapori si amalgamano meglio)
30 g di nocciole
30 g di noci
30 g di mandorle (io le avevo pelate, ma la prossima volte le metto con tutta la pellicina)
30 g di pinoli (non li avevo e li ho sostituiti co stessa quantità di pistacchi)
un fico secco tagliato a pezzettini
2 cucchiai rasi di zucchero di canna grezzo
1 cucchiaio di miele di acacia
due belle spolverate di cannella (ho abbondato, adoro la cannella)
50 g di mosto cotto
Mettere tutta la frutta nel mixer e tritare grossolanamente. Versare il composto un un contenitore e aggiungere lo zucchero, mosto cotto e spolverata di cannella e amalgamare il tutto. Deve risultare un composto molto appiccicoso e ben amalgamato.
Per la pasta esterna:
400 g di farina
150 g di olio d’oliva
150 g di vino bianco secco
una abbondante spolverata di cannella
un pizzico di sale
per la finitura
miele di fichi (io miele di castagno, ma potete usare il miele che desiderate)
Fagottini di Franca1
Per comodità ho messo in planetaria con gancio a foglia.
Far bollire per un minutino, il vino con l’olio e versare nella ciotola della planetaria con tutta la farina a cui avete aggiunto l’abbondante spolverata di cannella.
trasferire l’impasto sulla spianatoia e stendere la pasta a circa 3/4 mm
fagottini di franca 2
Come vedete gli ingredienti non sono precisissimi, ho messo le misurazioni in cucchiai e spolverate, ma la ricetta originale è ad occhio, come tutte quelle antiche ed è sempre difficile ricavarne le quantità in grammi. 
fagottini di Franca3
Una volta stesa la pasta ricavare dei dischi di pasta di circa 9/10 cm di diametro e adagiarvi al centro un mucchietto di ripieno, che deve essere un bel cucchiaino colmo.
A questo punto dovete prendere i bordi dei dischi e chiudere i dolcetti a mò di ciuffetto, legate i ciuffetti con spago da cucina e disponete su teglia da forno ricoperta con carta forno. Infornate a 170/180° per 25/30 min.

Far scardare ben bene il miele in un pentolini e ad uno ad uno, molto delicatamente immergere il fagottino alla volta e con un cucchiaio glassare completamente il fagottino. Mettere a raffreddare su carta forno.

Spero che questa ricettina vi piaccia e permettetemi un sincero e affettuoso GRAZIE FRANCA!
Colgo l’occasione di augurare a chiunque mi segue un sereno 2013.
A presto