Collaborazione ISIT

zibitello
Sono lieta di presentare una collaborazione importante nel mio blog, con
ISIT Istituto Salumi italiani Tutelati, che nasce nel 1999 ed è composto da 15 Consorzi  e raggruppa 20 dei 37 prodotti DOP e IGP presenti nel territorio italiano.
Le competenze di Isit sono la tutela, la valorizzazione e la cura degli interessi relativi alla salumeria italiana DOP ed IGP. Immaginiamo che grande importanza possa avere questo istituto in un’epoca di sofisticazioni e di OGM, dove spesso la salute del consumatore viene messa a serio rischio.
Le domande che tutti dovremmo porci quando facciamo la spesa sono: “sappiamo da dove proviene quello che poi dovremmo mangiare? Sappiamo come viene allevato? Sappiamo i vari processi di lavorazione a cui viene sottoposto?” 
Siamo quello che mangiamo e se davvero ci vogliamo bene cominciamo a curarci a tavola. Sempre più attenzione viene posta nell’alimentazione moderna, dai nutrizionisti e dai pediatri italiani, ai rapporti pubblicati sulle varie riviste mediche, all’incremento dell’obesità in Italia. L’avvento dei fast food, delle merendine confezionate, dei succhi di frutta che di frutta hanno ben poco, ma anzi ricchissimi di zuccheri, tutto questo unito ai ritmi lavorativi imposti dalla nostra società, spesso frenetici, hanno prodotto i loro risultati.
Mi chiederete a questo punto che ruolo possano avere i salumi nella nostra alimentazione se l’idea comune è quella che sono ricchissimi di grassi e sale. 
Nel 2011 è stata presentata una ricerca, promossa proprio da ISIT e da IVSI (Istituto Valorizzazione dei Salumi italiani), in collaborazione con l’Istituto di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) e la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve alimentari (SSICA) che ha dimostrato che nei salumi italiani la quantità di grassi saturi e di sale è diminuita anche del 50%, quindi se abbinati con carboidrati, frutta e verdura i salumi sono un equilibrato pasto veloce da consumare anche fuori casa, pensiamo alle merende a scuola dei nostri figli oppure ad una pausa pranzo che viene incontro alle moderne esigenze lavorative.
Con il DOP ed IGP si cerca di tenere la tracciabilità  (FILIERA) del prodotto, quindi luoghi di provenienza e trasformazioni tradizionali, pur con importanti miglioramenti nelle tecniche di trasformazione e conservazione.  L’importante conclusione di questo concetto a mio parere è che per stare bene dobbiamo mangiare bene e di conseguenza avere un quadro chiaro di quello che compriamo e di come lo consumiamo e solo una tracciabilità DOP ed IGP ci possono dare.

Il Pesto

simil pesto 3
La ricettina di oggi è di quelle tradizionalissime che più tradizionali non si può. Il pesto. Premetto che questa che vi presento si è la ricetta originale che vuole anche il disciplinare, ma chiaramente non lo si può chiamare pesto genovese. Per correttezza lo voglio chiamare simil pesto genovese, io non sono ligure, non ho il basilico genovese, non ho l’olio genovese, non ho eseguito la giusta lavorazione, cioè pestare il pesto a mortaio, ma ho usato un banalissimo minipimer  ed ho troppo rispetto delle tradizioni per volerle per forza espandere in un più vasto territorio che non sia quello di origine. Ora, fatta questa doverosa premessa, vi dico che non potendo purtroppo avere quello originale e non volendo comprare quello confezionato ho deciso di farlo da me il pesto seguendo la ricetta che vuole il consorzio del pesto genovese. Qui troverete tutte le informazioni e la ricetta. 
Simil pesto
Ho adattato la ricetta alle mie necessità ovvero a quelle di conservazione per l’inverno e qui entra in gioco l’amica Elisabetta che mi ha dato una dritta e cioè di frullare solo basilico, pinoli, aglio e olio e di congelare il tutto in delle formine del ghiaccio e quando è il momento di usarlo tirarlo fuori ed aggiungere il formaggio. Mi si è aperto un mondo ho congelato in diverse formine e poi messo nelle bustine in congelatore e all’occorrenza, tataaaaaa il pesto è pronto! 😉 Queste formine di pesto si possono usare anche come insaporitore di sughi, minestroni, carni ecc.
Ricetta
50 g di foglioline di basilico
1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
6 cucchiai di parmigiano e 2 di pecorino
2 spicchi di aglio
1 cucchiaio da cucina di pinoli che si possono sostituire con le noci
Simil pesto2
Frullare tutto assieme e avrete un pesto sublime. Nel mio caso non ho messo il formaggio che andrò ad aggiungere al momento che scongelerò le formine e dovrò usare il pesto. 
Fatelo perché è eccezionale

La Piadina

piadina 2
L’estate è una bellissima stagione, di quelle dove tutto all’improvviso diventa leggero, il cibo, i vestiti, il peso delle donne 😉 e in alcuni momenti anche i pensieri e i problemi che ci affliggono. Le serate diventano piacevoli sotto i portici o nei giardini, grigliate con gli amici o parenti insomma tutto si predispone per essere leggero,  divertente, vissuto. L’estate, almeno per me è tempo di ferie, il mese di agosto e mi dedico completamente alla famiglia e alle loro richieste culinarie e una delle prime richieste è stata la piadina. Come non accontentare le mie piccole pesti. 
Di ricette nel tempo nè ho sperimentate tantissime, con lievito, con bicarbonato, con o senza strutto, ma quando ho fatto questa mi sono fermata, a mio parere la migliore, senza lievito per gli intolleranti. Buonissima. 
La piadina
Ricetta (Dose per 4 persone)
500 g di farina 00 
150 g di strutto 
5 g sale 
300 g di acqua 
Sulla spianatoia, disporre la farina a fontana e disporci dentro lo strutto, l’acqua e il sale e cominciare a sciogliere lo strutto, una volto sciolto, cominciare ad incorporare la farina fino ad ottenere un impasto omogeneo. Potete impastare il tutto anche in planetaria, inserire tutti gli ingredienti insieme e impastare fino a quando l’impasto sarà liscio e omogeneo. Dividere l’impasto in palline da 110 g circa l’una. A questo punto prima di stendere le pallina lasciarle riposare 5/10 min. Stendere l’impasto abbastanza sottile circa 2/3 mm. Adagiare la piadina su una teglia antiaderente. Mentre cuoce sulla piadina si formeranno delle bolle che vanno rotte con la forchetta. Appena cominciano a prendere calore sul primo lato girare la piadina e finire la cottura.
Piadina 1
Con questo post auguro buone vacanze a tutti.
  

Pane senza lievito aggiunto e successive modifiche

Pane con liquido di governo della mozzarella di bufala
Una caratteristica del mio carattere è che sono una combattiva, una che non si arrende mai. Una caratteristica che mi ha permesso di rialzarmi tantissime volte nella mia vita ed è anche una cosa che mi permette di arrivare ai risultati che voglio nella vita come in cucina, vi assicuro, non senza disastri e materie prime buttate, ma i risultati arrivano e mi permettono di essere orgogliosa di me stessa ;). In questo caso, per fare questo pane ci ho messo un pò ad arrivare a questo risultato, non perché non viene bene al primo colpo, ma solo per la mia proverbiale fretta. Non aspettavo abbastanza nella seconda lievitazione, mannaggia a me e alla mia fretta e come si sa con i lievitati non bisogna mai averne! Questa volta ho aspettato i tempi giusti e il gioco è fatto. Un pane davvero molto buono, crosta croccante e mollica morbida che si scioglie in bocca. 
Non vi ho detto una cosa importante però, questo non è un pane normale e no! E’ un pane senza lievito aggiunto, impastato con liqiudo di governo della mozzarella di bufala. Stop nient’altro! La lavorazione di questo pane è molto semplice, ma allo stesso tempo non facile causa la sua alta idratazione, ma nulla di trascendentale. Ora veniamo alla persona che ha reso tutto questo possibile! Nuccio, persona semplice e disponibile, sempre pronta a dare un aiuto senza mai risparmiarsi e devo ringraziare anche Susanna che è stata di sprono per questa mia piccola avventura.
Già da quando Nuccio presentava le sue pizze, su fb,con liquido di governo della mozzarella di bufala mi incuriosiva, ho fatto qualche esperimento, ma la mia proverbiale mancanza di tempo mi hanno costretto a rinunciare,  quando ho visto il suo pane, ho fatto la guerra al mio tempo ed ecco il risultato! Non finirò mai di ringraziare Nuccio per questa straordinaria avventura nella quale per primo si è avventurato e nella quale mi sono coinvolta con il suo stesso entusiasmo.
Passiamo ora alla ricetta, che come al solito quella originale va ad occhio, invece io ho cercato di quantificare. 
Ricetta:
350 g di farina tipo 1
150 g di farina di semola rimacinata
400 g di liquido di governo della mozzarella di bufala più il latte di una mozzarella, ottenuto spremendola
una punta di cucchiaino di zucchero
Procedimento:
Mischiare le due farine in una ciotola e lo zucchero e versare il liquido e impastare a mano per qualche minuto, l’impasto deve risultare molto morbido e appiccicaticcio. Coprire la ciotola con una pellicola e aspettare qualche ora che parti la lievitazione, dopodiché riporre la ciotola in frigo per almeno 12 ore. Trascorso il tempo necessario, tirare fuori la ciotola dal frigo e aspettare che l’impasto torni a temperatura ambiente. A questo punto arriva la parte delicata. Infarinare abbondantemente il piano di lavoro con della semola rimacinata e versarci sopra l’impasto, asciugare l’impasto, dare delle pieghe per far compattare bene l’impasto. Ho messo a lievitare la pagnottina in un cestino ricoperto da un telo infarinato abbondantemente di semola rimacinata. Ho fatto lievitare fino a quando l’impasto è aumentato di circa 3/4 il volume, rovesciato delicatamente su una teglia ricoperta di carta da forno e infornato a circa 230°, forno statico, per i primi 10 min, poi ho abbassato a 200° per altri 30/35 minuto all’incirca, ma ogni forno è diverso dall’altro e regolatevi con il vostro.
Vi annuncio già fin d’ora che questo post sarà soggetto ad aggiornamenti,  ora ho ottenuto una buonissima lievitazione, ora devo lavorare sulla forma della pagnottina e Nuccio sarà fondamentale anche in questo 🙂

Coni per gelato

Coni per gelato
Questo post nasce all’improvviso, il programma era diverso, ma visto il caldo domenica i miei figli mi hanno chiesto il gelato ed ecco il nuovo post. Adesso, non è che voglia lamentarmi, ma alcuni giorni fa si batteva i denti dal freddo ed oggi in casa ci sono quasi 30°, insomma senza un mite passaggio è davvero traumatico. 
Bando alle ciance, i miei figli mi hanno chiesto il gelato ed io mi attivo, aziono la gelatiera e nel frattempo mi dico, perché no le cialde? Presto detto, presto fatto, inutile dirvi la felicità dei miei bimbi e a dirvi la verità anche la mia, adoro queste cialde sono buonissime croccantissime e leggere. L’unico accorgimento se vi avanzano, tenerle in una scatola chiusa altrimenti tendono ad ammollarsi.
Coni per gelato 1 
PS Per fare queste cialde dovete avere questo attrezzo oppure munirvi di un ferro per le ferratelle ma di quelli quasi piatti.
Ingredienti:
40 g di burro morbido
100 g di zucchero
1 uovo
125 g di farina 00
1 cucchiaino colmo di cacao amaro
125 g di acqua tiepida
1 pizzico di sale
Lavorare il burro morbido con lo zucchero quando il composto si amalgama bene aggiungere l’uovo e il sale. Setacciare la farina con il cacao e aggiungere metà al composto di burro e uova, poi aggiungere metà dell’acqua e lavorare ancora. Ripetere il procedimento con l’altra metà della farina e l’altra metà dell’acqua.
Coni per gelato 2 Coni per gelato 3
Versare due cucchiai di impasto sulla ciarliera e chiudere. Aspettare due o tre minuti, aprire la cialdiera e prelevare la cialda che metterete in un piatte e arrotolerete intorno ad un cono, per avere la forma di un cono, oppure adagerete su di un bicchiere capovolto per ricavarne delle ciotoline. Potete dare le forme che volete, ma dovete lavorarle subitissimo da caldissime, insomma vi avverto vi scotteranno le mani, ma il risultaro è davvero eccezionale. 
Coni per gelato 4 
Se volete riempire i coni con del gelato per tenerli in frizeer, dovete avere l’accorgimento di rivestirli internamente con del cioccolato fuso o spennellarli, internamente, con del burro di cacao sciolto. Potete decorarli come volete immergendo i bordi nel cioccolato fuso e poi passarli nelle vari granelle, date spazio a tutta la vostra fantasia

I porcellini

Porcellini di pane 6
Bene riccomi! Oggi maialini! Ahahahaah oggi vi propongo una ricettina sfiziosissima adatta per le feste dei bambini, ne andranno sicuramente matti!  Ho scoperto una mia passione nel farli. Mi piace dare delle forme particolari al pane è davvero divertente. Ho visto questi porcellini in giro per fb e appena visti, mi son detta li devo rifare, cerca che ti ricerca ho trovato la fonte che è questa, detto fatto! Ho apportato delle piccole modifiche alla ricetta.
Ingredienti: 
450g farina di pane
210ml di acqua a temperatura ambiente 
5 g di lievito di birra
40g di strutto a temperatura ambiente
Un cucchiaino di sale
Mini salsicce*
*Per le mini salsicce potete adoperare quelle semistagionate piccoline oppure come ho fatto io la luganega fresca cotte sulla piasta e asciugate il più possibile dal loro grasso e fatte freddare. Avendo provato entrambe le versioni ho trovato che quella fresca rimane più morbida, le salsiccette stagionate invece tendono ad indurire troppo.
Esecuzione:
Mettere la farina nel contenitore della planetaria insieme all’acqua lievito di birra e impastare. Una volta ottenuto un impasto poco lavorato aggiungere il sale e lo strutto poco alla volta. impastare fino a quando avete esaurito lo strutto e avete ottenuto un impasto bello liscio.
A questo punto mettere in una ciotola a lievitare fino al raddoppio dell’impasto. Passato il tempo di lievitazione rovesciare l’impasto sul piano di lavoro e cominciare a ritagliare dei pezzi di impasto di circa 40/50 g e formare delle palline che lascerete riposare per circa 10 minuti, in più per ogni pallina dovete fare due palline piccoline e una leggermente più grande che serviranno per le orecchie e per il naso.
Porcellini di pane
Porcellini di Pane 1
Porcellini di pane 4
Schiacciare le palline e inserire al centro la salsiccetta e richiudere la pallina, la chiusura la metterete sotto e incollare le orecchie e il naso. 
Per fare in modo di formare i buchini del naso infilare degli stuzzicadenti che toglierete appena sfornati i porcellini.
Porcellini di pane 5
Una volta formati i porcellini li metterete su di una teglia sfarete lievitare ancora per circa un’oretta. 
Ora viene il passaggio che io ho omesso, nella ricetta originale per fare gli occhi l’autrice ha usato dei chiodi di garofano, invece io ho usato del patè di olive che ho messo in un cornetto di carta forno e dopo cotti ho fatto gli occhietti. Spennellate con u tuorlo d’uovo con un goccio di latte e infornate a 190° per circa 15 min, ma tenete controllato la cottura dipende dal forno, devono avere un bel colore dorato. 
Appena sfornati togliete gli stuzzicadenti e mettete su di una griglia a raffreddare.

Cornetti salati

Cornetti salati da aperitivo 3
Oggi vi propongo una ricetta di un lievitato davvero sfizioso. Sono dei cornetti salati che di solito faccio per aperitivo per intrattenere ospiti prima di un pranzo, sono molto sfiziosi e potete cuocere già ripieni oppure farcirli dopo cotti, potete anche aggiungere all’impasto delle erbe aromatiche (salvia, rosmarino, basilico, erba cipollina o tutto quello che la fantasia vi suggerisce) e non farcirli, sono davvero molto buoni. 
Per fare questi cornetti sono sincera mi servo di strumenti per me indispensabili in cucina, anche perché oltre ad aiutare a fare meno fatica e per chi lavora e ha una casa da gestire è il massimo, aiutano anche a fare prima, la macchina del pane che uso con la funzione impasto e lievitazione e un attrezzo per formate cornetti della Tupperware, una rivelazione 😉
Ricetta:
500 g di farina
200 g di acqua
50 g di latte
50 g di olio di girasole
10 g di sale
5 g di zucchero
8 g di lievito di birra (di solito nè metto la metà e faccio lievitare di più)
Se volete usare il lievito madre 70/100 g 
Mettere tutti gli ingredienti nella macchina del pane (o impastatrice) ad eccezione del sale ed olio che aggiungerete alla fine, prima il sale e poi molto lentamente l’olio, lasciate lievitare in macchina del pane fino almeno al raddoppio dell’impasto, anche se è oltre il tempo della fine del programma, la macchina funge anche da camera di lievitazione. 
Se usate l’impastatrice formate un impasto bello liscio e mettete a lievitare un una ciotola coperta in luogo tiepido. 
Potete anche fare l’impasto a mano impastando tutti gli ingredienti insieme avendo l’accortezza di mettere il sale lontano dal lievito.
Cornett salati da aperitivo
Una volta raddoppiato l’impasto dividerlo a metà e stenderlo a forma circolare. Se avete il mio attrezzo adagiate il cerchio sopra la parte degli spicchi più piccoli e passate il matterello per far in modo di tagliare la pasta, farcite e arrotolate i cornetti. 
Cornetti salati da aperitivo 1
Se non avete il mio attrezzo, con una rondella della pizza tagliate prima in quattro facendo una croce e poi ridividete ancora devono essere 16 spicchi in tutto.  
Cornetti salati da aperitivo2
Una volta formati tutti i cornetti disporre sulla teglia e far lievitare di nuovo fino al raddoppio e infornare a 200/210° per circa 10 min ma controllate, la cottura dipende dal forno.
 A presto, Antonietta.

Torta caraibi

Torta caraibi
Questa torta l’ho realizzata per il compleanno di mio figlio Pierpaolo. Un giorno gli chiedo: “Pierpaolo, come la vuoi la torta di compleanno?” Lui senza troppo pensare si dirige verso la mia scrivanie prende un libro di Montersino, sfoglia e dopo qualche minuto mi fa: “mamma voglio questa”! Ebbene si, ha scelto la torta caraibi. Lo guardo e gli chiedo “sei sicuro? Dai vediamone qualche altra”! Lui, “no mamma, voglio questa”. Insomma i figli ti devono complicare la vita in un modo o nell’altro”. La realizzazione della torta i se non è stata complicata, lo devo ammettere, la parte davvero complicata è stata quella della rottura e pulitura della noce di cocco, insomma se fate questa torta preparatevi a rincorrere la noce di cocco con martello e cacciavite, ahahahahah che per la realizzazione di una torta sono gli strumenti raccomandati ahahahahahah.
Torta caraibi 1
Per il cremoso al cioccolato:
65 g d tuorli
30 g di zucchero semolato
160 g di latte di riso
3 g di colla di pesce in fogli
80 g di cioccolato fondente al 70%
Ingredienti per uno stampo da 22 cm
Per la dacquoise al cocco e pistacchio:          
160 g di albumi
160 g di zucchero semolato
65 g di cocco rapè
65 g di zucchero a velo
65 g di pistacchi
Chibouste al cocco:                                                     
160 g di tuorli
50 g di zucchero semolato
30 g di amido di mais
250 g di polpa di cocco
12 g di colla di pesce in fogli
220 g di albumi                                                                                             
190 g di zucchero semolato
50 g di burro di cacao in polvere
Per la finitura:  
Cocco rapè q.b.                                                    
Pistacchi in granella                   
Fragole 
panna montata q.b.
Preparazione:
Per il cremoso al cioccolato:
Portate a bollore il latte di riso. Nella planetaria o con un frullino unite i tuorli con lo zucchero e montateli fino a che diventano spumosi e chiari; versateli sul latte in ebollizione fate cuocere fino ad arrivare alla temperatura di 85 C. Togliete dal fuoco ed unite la colla di pesce precedentemente ammollata e strizzata (deve aumentare di 5 volte il suo peso per essere pronta). Aggiungete infine il cioccolato fondente, fate sciogliere per bene ed emulsionate con un mixer ad immersione. Colate in uno stampo più piccolo di un centimetro rispetto allo stampo poi utilizzato per il montaggio della torta, e mettete in congelatore.
Per la daquoise al cocco e pistacchio:
Polverizzate in un macina caffè il coco rapè, lo zucchero a velo ed i pistacchi. Montate a neve l’albume con lo zucchero semolato, quindi unite le polveri miscelando dal basso verso l’alto. Con un sac a pochè munito di bocchetta liscia formate sulla carta da forno delle forme di un centimetro più piccole rispetto alla torta che si andrà poi a confezionare. Cuocere in forno a 180 C per 10-12 minuti.
Per la polpa di cocco:
Un cocco 
martello e cacciavite
Vi metto un link su come aprire una noce di cocco
Frullare per bene circa 200 g di polpa con il latte del frutto che avete messo da parte
Per la chibouste al cocco:
Montarei tuorli con lo zucchero e l’amido di mais fino  che diventano chiari e spumosi; portate a bollore il latte di cocco quindi versate dentro la montata di tuorli, quindi cuocete continuando a mescolare come una normale crema pasticcera.
Togliete dal fuoco ed unite la colla di pesce precedentemente ammollata e ben strizzata. Scaldate a circa 70 C gli albumi con lo zucchero, quindi montate fino ad ottenere una meringa soffice ma non troppo compatta. Unite la crema al cocco ancora calda alla meringa ed amalgamate per bene i composti.
Composizione del dolce:
Foderate un anello con della pellicola dalla parte esterna.
Mettete sul fondo dell’anello che avete scelto la daquoise , con una sac a poche ricoprite il disco con metà della chibouste al cocco, quindi inserite il cremoso ancora congelato; riempite con la chibouste la parte che manca dal cremoso al bordo dell’anello e inserite il secondo  disco di daquoise e ricoprite di chibouste fino al bordo dell’anello pareggiare con una spatola e mettere in congelatore.
Al momento della decorazione tirare fuori la torta dal congelatore estrarre dall’anello la torta ancora congelata e ricoprire i bordi della torta con il cocco rapè ed adagiare la torta su un piatto da portata. Zuccherare e montare la panna e fare dei ciuffetti di panna intorno ai bordi della torta. 
Per la gelatina di fragole
150 gr. di fragole
30 gr. di zucchero
3 gr. di gelatina
succo di un quarto limone
Frullare le fragole con lo zucchero e filtrare la purea ottenuta in modo da eliminare i semini. Scaldare una piccola parte di fragole frullate e sciogliere dentro la gelatina ammollata in acqua e strizzata, girare per bene in modo da far sciogliere per bene la gelatina e unire al resto delle fragole frullate e aggiungere il succo di limone. Versare la purea sulla superficie del superficie del dolce e dopo qualche minuto quando la gelè comincia a tirare decorare con fragole e granella di pistacchio. Mettere in frigo fino al momento di servirla.
Nota: Tenete presente che la torta viene decorata ancora congelata quindi decoratela o la sera prima di servirla oppure la mattina presto, deve passare in frigo per almeno 5/6 ore per scongelarsi completamente
A presto, Antonietta.

Chiocciole di pane all’olio

Chiocciole di pane 3
Il Pane, la mia passione, il mio relax! Fare il pane per me è un rito è un modo per rilassarmi. Quando impasto non esiste altro, è un ritorno alle origini. Questo pane in particolare lo faccio spessissimo, è semplice e morbido e in casa ha avuto il riscontro di tutti, piace molto. Sono dei panini all’olio anche molto semplici da fare e per la merenda dei bambini e non solo, sono l’ideale. 
Ingredienti:
500 g di farina 00 (personalmente uso la farina tipo 1)
250 g di acqua ( se usate una farina tipo 1 invece della 00 dovete aggiungere qualche grammo in più di acqua, le farine meno raffinate assorbono più acqua)
50 g di olió extravergine di oliva
1 cucchiaino di malto (In assenza di malto un cucchiaino di miele o zucchero)
10 g di sale 
4/5 g di lievito di birra 
Procedimento:
Personalmente faccio l’impasto la sera prima e lo metto in frigo. La mattina seguente lo tiro fuori e faccio lievitare fino al raddoppio prima della formazione dei panini. Questo passaggio della sera prima si può evitare, ma si deve tener conto che se si vuole realizzare questo pane si deve cominciare per tempo, la presenza di poco lievito aumenta i tempi di lievitazione.
Nella planetaria mettere la farina, metà dell’acqua, il malto e il lievito di birra e cominciare ad impastare, man mano che si forma l’impasto aggiungere l’acqua e pio il sale a questo punto lasciare impastare per bene fino a che l’impasto diventa bello omogeneo. Iniziamo ora con la parte un pochino delicata, cioè quella dell’aggiunta dell’olio, bisogna aggiungerlo molto lentamente e poco per volta in modo da non far rompere l’impasto e di conseguenza la maglia glutinica. Finito l’inserimento dell’olio lasciare impastare per una decina di minuti, togliere dalla planetaria lavorare l’impasto in modo da formare una palla e mettere a lievitare, fino al raddoppio, in un contenitore coperto. 
Pane chiocciola 1
Una volta lievitato l’impasto rovesciarlo su un tavolo da lavoro e ricavare dei pezzi da circa 80 g e poi formare delle palline che dovranno riposare per 10 minuti. Trascorso il tempo potete dare la forma che volete a questi panini, farli come ho fatto io a chiocciola, potete farli a treccia o appiattite le palline e poi arrotolare e dare la classica forma a panino allungato, insomma potete sbizzarrirvi 😉
Chiocciole di pane 2
Grazie a tutti e alla prossima, Antonietta.

Tortino sandwich

Tortino sandwich
Questo tortino nasce per puro caso e senza avere una ricetta precisa. L’idea mi viene dalla rivista Sale e Pepe che io ho modificato a mio piacere, vi assicuro che ha avuto un successone, l’ho servito come antipasto insieme a dei salumi.
Volevo assolutamente provare a fare la maionese come Montersino insegna e dovevo dargli un’applicazione assolutamente. Ho riprodotto il tortino non seguendo una ricetta precisa, ma utilizzando quello che avevo in casa , ma l’idea la volevo assolutamente sfruttare, troppo bella! 
Ricetta della maionese di Montersino:
1 uovo 
2 tuorli
1 cucchiaino di senape
125 g di olio di semi
125 g di olio evo
succo di mezzo limone
20 g di aceto
3 gr di sale
Anticipo immediatamente che una piccola modifica alla ricetta del maestro l’ho fatta, invece di due tuorli ho usato l’uovo intero, di sapore e consistenza vi assicuro che era ottima.
Passiamo al procedimento:
Scaldare l’olio di semi in un pentolino, fino a 121°
Nel frattempo mettere le uova direttamente un un barattolo dove conserveremo la maionese, aggiungete il sale, la senape, il succo di limone e cominciare ad emulsionare con un mixer ad immersione, quando l’olio ha raggiunto la temperatura versare a filo sulle uova sempre emulsionando. Finito l’olio di semi cominciare con quello extravergine d’oliva sempre a filo e lentamente. Una volta finiti gli oli aggiungere l’aceto bollente ed emulsionare ancora mezzo minutino. Si fa raffreddare il tutto. 
Signori e signore la maionese è servita, buonissima!
Per la realizzazione del tortino:
Una confezione di pane per tramezzini
oltre questa non ci sono dosi precise ho utilizzato quello che avevo in casa, ma cercherò di dare delle dosi comunque.
Una confezione di salmone affumicato da 50 g 
100 g di mozzarella affumicata a fettine sottili
una scatoletta di tonno
una cucchiaiata di capperi sott’aceto
un cipollato fresco se si trova di cipolla di tropea o rossa
insalata iceberg
pomodorini piccadilli 
una confezione da150 g di piselli piccoli
una carota tagliata a dadini e leggermente cotta in acqua bollente deve rimanere bella croccante
una patata tagliata a dadini, della stessa misura delle carote e lessati
un uovo sodo
Esecuzione:
Scolare la scatoletta di tonno e mischiarla insieme ai capperi e ad un pochino di cipollotto tritato finemente (la quantità della cipolla dipende dal gusto personale, io non nè ho messo tantissimo giusto a profumare) e a due cucchiaiate di maionese. Misciare bene e mettere da parte.
Tagliare a jullienne  l’insalata, i pomodorini a dadini e mischiarli insieme a due cucchiai abbondanti di maionese.
Mischiare infine piselli, carote e patate sempre con due cucchiai abbondanti di maionese
Comporre la torre:
Adagiare su un piatto da portata una fetta di pane per tramezzini, spalmarci sopra della maionese e ricoprire con uno strato di salmone e poi la mozzarella. adagiare sopra un’altra fetta di pane e spalmarlo con il miscuglio al tonno, ancora pane e lo strato con insalata e pomodorini, pane e lo strato con carote piselli e patate e finire con uno strato di pane.
una volta finiti gli strati spalmare della maionese su tutta la superficie del tortino lati compresi.
Per decorare passare al setaccio prima il bianco dell’uovo sodo e poi il tuorlo e decorate il tortino. Sulla base del tortino ho messo una fila di pomodorini tagliati a rondelle. 
Un successone davvero