Né bruschetta, né cheesecake

Cheese bruschetta
Nel precedente post vi parlavo della collaborazione con ISIT, che devo dire ha suscitato in me la voglia di saperne di più sui salumi, la loro provenienza, stagionatura e metodi di conservazione, non da meno i suoi valori nutrizionali. Ho scoperto nuove cose che prescindono dal sapere comune e cioè che i salumi sono poco sani. Ma di questo voglio parlarne con voi con un altro post. 
Nella collaborazione con Isit mi è stato proposto di fare una ricetta con Il Culatello di Zibello, prodotto davvero eccezionale (DOP), un alimento ricco di proteine e con pochi grassi, che si adatta con facilità a molti regimi alimentari, dalla forma caratteristica a pera legata a maglie larghe con spago, il colore, al taglio, è rosso uniforme con grasso intramuscolare. Il profumo intenso, gusto dolce e delicato. Caratteristiche che sviluppa grazie alla stagionatura nell’ambiente umido della Bassa Parmense a pochi km dal Po e dalle sue caratteristiche nebbie. 
Con questo straordinario prodotto, ho voluto realizzare una cheesecake davvero particolare. Ho realizzato una con base di grissini grattugiati e una invece simil bruschetta. Mi piaceva l’idea di mantenere l’assemblaggio della ricetta il più naturale possibile e senza “ammazzare” il sapore dolce e delicato del Culatello.
Cheese Bruschetta
Ingredienti:
Ingrediente principale Culatello di Zibello DOP
Per la crema:
600 g di ricotta morbida
60 g di parmigiano
A piacere (se avete una ricotta più consistente) qualche cucchiaio di panna fresca
sale e pepe qb
Per la base:
Fette di pane tagliato a dadini  qb
Per la base classica: 
200 g di crackers tritati 
200 g di burro
Pomodorini tagliati a dadini
Procedimento:
Eliminare la crosta dalle fette del pane e tagliate a quadratini la mollica e tostarla in padella antiaderente con un filo di olio extravergine di oliva.
Per la crema: Con una forchetta lavorare la ricotta con il parmigiano e se necessaria la panna. Quando il composto è bello morbido e liscio regolare di sale e pepe. 
In un bicchiere mettere sul fondo il pane bruschettato, poi uno strato di ricotta uno strato di pomodori tagliati a dadini e un’altro strato di ricotta e alla fine listelle di Culatello di Zibello.

Se si vuole realizzare con i crackers, tritarli finemente e unire il burro fuso. Fare una base in uno stampo a cerniera e pressare per bene. Cospargere di crema alla ricotta alla fine i dadini si pomodori e il Culatello di Zibello.

Collaborazione ISIT

zibitello
Sono lieta di presentare una collaborazione importante nel mio blog, con
ISIT Istituto Salumi italiani Tutelati, che nasce nel 1999 ed è composto da 15 Consorzi  e raggruppa 20 dei 37 prodotti DOP e IGP presenti nel territorio italiano.
Le competenze di Isit sono la tutela, la valorizzazione e la cura degli interessi relativi alla salumeria italiana DOP ed IGP. Immaginiamo che grande importanza possa avere questo istituto in un’epoca di sofisticazioni e di OGM, dove spesso la salute del consumatore viene messa a serio rischio.
Le domande che tutti dovremmo porci quando facciamo la spesa sono: “sappiamo da dove proviene quello che poi dovremmo mangiare? Sappiamo come viene allevato? Sappiamo i vari processi di lavorazione a cui viene sottoposto?” 
Siamo quello che mangiamo e se davvero ci vogliamo bene cominciamo a curarci a tavola. Sempre più attenzione viene posta nell’alimentazione moderna, dai nutrizionisti e dai pediatri italiani, ai rapporti pubblicati sulle varie riviste mediche, all’incremento dell’obesità in Italia. L’avvento dei fast food, delle merendine confezionate, dei succhi di frutta che di frutta hanno ben poco, ma anzi ricchissimi di zuccheri, tutto questo unito ai ritmi lavorativi imposti dalla nostra società, spesso frenetici, hanno prodotto i loro risultati.
Mi chiederete a questo punto che ruolo possano avere i salumi nella nostra alimentazione se l’idea comune è quella che sono ricchissimi di grassi e sale. 
Nel 2011 è stata presentata una ricerca, promossa proprio da ISIT e da IVSI (Istituto Valorizzazione dei Salumi italiani), in collaborazione con l’Istituto di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) e la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve alimentari (SSICA) che ha dimostrato che nei salumi italiani la quantità di grassi saturi e di sale è diminuita anche del 50%, quindi se abbinati con carboidrati, frutta e verdura i salumi sono un equilibrato pasto veloce da consumare anche fuori casa, pensiamo alle merende a scuola dei nostri figli oppure ad una pausa pranzo che viene incontro alle moderne esigenze lavorative.
Con il DOP ed IGP si cerca di tenere la tracciabilità  (FILIERA) del prodotto, quindi luoghi di provenienza e trasformazioni tradizionali, pur con importanti miglioramenti nelle tecniche di trasformazione e conservazione.  L’importante conclusione di questo concetto a mio parere è che per stare bene dobbiamo mangiare bene e di conseguenza avere un quadro chiaro di quello che compriamo e di come lo consumiamo e solo una tracciabilità DOP ed IGP ci possono dare.